USURA. COME DIFENDERSI

Sono sempre più frequenti i casi nei quali viene accertata l’applicazione di interessi usurari.

Come facciamo a capire se siamo anche noi vittime di usura?

Per scoprire se chi ci ha prestato il denaro ha applicato interessi usurari, è necessario verificare che il tasso di interesse praticato non superi il tasso soglia.

Cosa è il tasso di interesse? Il tasso di interesse corrisponde alla remunerazione che spetta al soggetto che ha prestato il denaro e viene indicato in punti percentuali. Il soggetto che ha ricevuto il denaro è così tenuto a restituire una somma maggiore rispetto alla somma ricevuta.

Si verifica il reato di Usura quando chi ha prestato una somma di denaro stabilisce che il debitore gli debba restituire una somma con un tasso di interesse superiore rispetto al “tasso soglia”, tasso che viene fissato dalla Legge.

Come agire in caso di usura?

Nel caso in cui vengano accertati tassi usurari, devono essere restituiti a chi è stato vittima di tale applicazione gli interessi già pagati.

ARisNet, grazie al lavoro congiunto dei propri professionisti, trova la soluzione più idonea ad ogni singolo caso per ottenere il rimborso del maltolto ed offre ai propri clienti un’assistenza continua, puntuale ed integrata.

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PRIVACY UE 2016/679

Privacy UE 2016/679. L’impatto della nuova disciplina europea sul trattamento dei dati personali.
L’Aquila, 15 Marzo 2019.

Evento formativo organizzato da ARisNet in collaborazione con l’Ordine delle Professioni Infermieristiche Provinciale – L’Aquila.

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GDPR e Società Sportive

Le società sportive, anche dilettantistiche, rientrano tra i soggetti interessati dal Regolamento UE 2016/679 sulla Privacy.

A quasi un anno dall’entrata in vigore della normativa, purtroppo c’è poca informazione al riguardo e sono poche le società sportive in regola con il GDPR che non rischiano sanzioni.

Nel caso di società e associazioni sportive dilettantistiche, bisogna prestare particolare attenzione ai dati sensibili dei minori, ma ovviamente questo non è tutto.

Le associazioni sportive trattano anche dati relativi allo stato di salute dei propri tesserati, dal momento che è obbligatorio un certificato di idoneità per svolgere qualsiasi tipo di attività sportiva.

Cosa possiamo fare per le società sportive?

Offriamo alle società sportive un servizio specifico, puntuale e strutturato, come per qualsiasi azienda:

  • Formazione
  • Consulenza legale
  • Consulenza informatica
  • Eventuale designazione del Responsabile Protezione Dati (DPO).

Dopo un’attenta intervista per capire come è strutturata la società e in che modo avviene il trattamento dei dati, ARisNet elabora un’apposita analisi dei rischi e predispone un piano di intervento personalizzato. Si arriva quindi all’adeguamento richiesto dalla normativa, attraverso:

  • Nomine
  • Informative
  • Registri dei trattamenti
  • Registri della formazione del personale

Tutto ciò grazie a personale altamente qualificato (legali e consulenti informatici).

Gli adeguamenti generici suggeriti sul web non tutelano minimamente le società che, in caso di controlli, verranno sanzionate.

Contattaci per mettere in regola la tua società!

Articolo a cura di Francesca Matteini

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Finanziamenti a fondo perduto al 100%. Chiedi a noi


I finanziamenti a fondo perduto sono agevolazioni ed incentivi in favore di giovani, aspiranti imprenditori e società già costituite che intendono avviare una nuova impresa o sviluppare e ampliare una già esistente.

Quali settori coinvolgono?

  • Agricoltura
  • Artigianato
  • Commercio
  • Cultura
  • Industria
  • Turismo

Cosa si finanzia?

  • Attrezzature e macchinari
  • Opere edili e impianti
  • Innovazione Ricerca e Sviluppo
  • Promozione delle esportazioni
  • Risparmio energetico
  • Consulenze e Servizi

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Ti serve credito? ARisNet ha un piano per te

Quali sono gli importi?
L’importo minimo dei finanziamenti è di 25 mila euro, ma si può richiedere fino a 7,5 milioni di euro. 

È possibile stipulare sia mutui chirografari, che non necessitano di una garanzia ipotecaria ma di quella personale del richiedente o di terzi, sia mutui ipotecari, con una scadenza massima di 10 anni. 

Cosa si finanzia?

Si finanziano macchinari, capitale circolante ed investimenti in ricerca e sviluppo. 

I finanziamenti garantiti devono avere infatti come destinazione investimenti in immobilizzazioni materiali e immateriali, oppure possono contribuire al capitale circolante dell’azienda. 

Imprenditori motivati ed ambiziosi, PMI, start-up innovative e imprese anche prive di garanzie e di storia creditizia, sono i candidati più adatti al Piano. 

Compila il form e verrai ricontattato da un nostro consulente per un piano di credito personalizzato alle tue esigenze.

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Bonus casa: come ottenerlo

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha messo a disposizione di tutti i cittadini il cosiddetto Bonus Casa. 
Si tratta di detrazioni fiscali del 50% relative agli interventi edilizi e tecnologici che comportano risparmio energetico e/o l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili di energia, realizzati a partire dall’anno 2018.

Come previsto dalla Legge di Bilancio 2018, i contribuenti che intendono accedere a tale beneficio sono obbligati a trasmettere all’ENEA le informazioni sui lavori effettuati. La trasmissione dei dati dovrà avvenire entro il termine di 90 giorni a partire dalla data di ultimazione dei lavori o del collaudo. Per gli interventi già conclusi, il termine dei 90 giorni per l’invio delle informazioni decorre dal 10 novembre.

I dati che i contribuenti dovranno inviare – ha dichiarato il Sottosegretario allo Sviluppo Economico Davide Crippa – non vanno considerati come un semplice adempimento burocratico ma rappresentano un elemento fondamentale per valutare sia l’efficacia delle politiche di efficienza energetica messe in campo dal Governo, che la riduzione dei consumi energetici e delle relative emissioni di CO2 da parte del nostro Paese che concorrono agli obiettivi più generali dell’UE.

Gli interventi ammissibili alla detrazione riguardano: riduzione delle dispersioni termiche di pareti verticali, coperture e pavimenti, sostituzione di infissi, installazione di collettori solari, sostituzione di generatori di calore con caldaie a condensazione, generatori di calore ad aria a condensazione, pompe di calore per climatizzazione degli ambienti, sistemi ibridi, microcogeneratori, sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore, installazione di generatori di calore a biomassa, installazione di sistemi di contabilizzazione del calore negli impianti centralizzati, sistemi di termoregolazione e building automazione, impianti fotovoltaici, installazione di elettrodomestici di classe energetica elevata collegati ad un intervento di recupero del patrimonio edilizio iniziato a decorrere dal 1° gennaio 2017.

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SISMA BONUS: come ottenerlo

Il cosiddetto Sisma bonus è applicabile da oltre un anno e mezzo, ma ancora se ne parla a bassa voce; dunque, a che punto siamo oggi? Facciamo il quadro della situazione.

L’Agenzia delle Entrate ha dichiarato infatti che gli interventi consistenti nella demolizione e ricostruzione di edifici adibiti ad abitazioni private o ad attività produttive possono essere ammessi alla detrazione, sempre che concretizzino un intervento di ristrutturazione edilizia e non un intervento di nuova costruzione.

Considerando che oltre l’80% del patrimonio edilizio del nostro Paese è costruito in assenza di normative antisismiche, è giunto il momento di darsi da fare, anche perché conviene!

I contribuenti che eseguono interventi per l’adozione di misure antisismiche sugli edifici possono detrarre una parte delle spese sostenute dalle imposte sui redditi.

La detrazione può essere richiesta per le somme spese nel corso dell’anno e può essere ceduta se relativa a interventi effettuati su parti comuni di edifici condominiali. La percentuale di detrazione e le regole per poterne fruire sono diverse a seconda dell’anno in cui la spesa viene effettuata. Sono concesse detrazioni più elevate quando alla realizzazione degli interventi consegua una riduzione del rischio sismico.

Per le spese sostenute dal 1º gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 spetta una detrazione del 50%, che va calcolata su un ammontare massimo di 96.000 euro per unità immobiliare (per ciascun anno) e che deve essere ripartita in cinque quote annuali di pari importo. La detrazione è più elevata (70 o 80%) quando dalla realizzazione degli interventi si ottiene una riduzione del rischio sismico di 1 o 2 classi e quando i lavori sono stati realizzati sulle parti comuni di edifici condominiali (80 o 85%).

Vuoi conoscere i passi da seguire per richiedere l’agevolazione? Contattaci.

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Fatture B2B: i ritardi e l’effetto domino

Fatture B2B: i ritardi e l’effetto dominoIn Italia, i tempi di incasso fatture commerciali sono ancora molto lunghi compromettendo la liquidità delle aziende. Le aziende a corto di liquidità tendono a ritardare ulteriormente i pagamenti dei propri fornitori, quindi inevitabilmente si crea un effetto domino che mette a forte rischio il credito commerciale.

È stato da poco pubblicato uno studio (rapporto annuale Barometro Atradius) che conferma questo andamento.

Secondo quanto emerso, i ritardi derivanti dal mancato rispetto delle tempistiche di pagamento su fatture commerciali costringe il 21,6% delle aziende italiane ad adottare contromisure specifiche per correggere il flusso di cassa e a ritardare i pagamenti nei confronti dei propri fornitori, mentre il 18,4% ha dovuto richiedere un’estensione dello scoperto di conto bancario. Nel primo caso uno degli effetti potrebbe essere un eccessivo stress tra azienda e fornitore che, se esasperato, sfocia in contenzioso. Nel secondo caso le aziende contraggono un prestito bancario appesantendo la propria esposizione debitoria.

Per contrastare il fenomeno, Aris propone una soluzione innovativa e veloce.

Vieni a scoprire la soluzione di Aris!

 

 

 

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Mutui: si allungano i tempi delle banche per l’erogazione

Il tempo che trascorre tra la richiesta di mutuo e l’effettiva erogazione si sta dilatando. Le banche, in fase di erogazione dei mutui, temporeggiano tenendo in standby numerosi clienti che hanno fatto anche da oltre due mesi la domanda di concessione del prestito ipotecario.

Molti istituti, anche tra i più strutturati, non hanno fretta in questa fase a completare l’iter che porta al completamento del mutuo. Di solito alla richiesta di informazioni da parte del cliente fa seguito il preventivo della banca, poi si passa all’istruttoria attraverso la quale l’istituto valuta livello di solvibilità dell’aspirante mutuatario.

Superata l’istruttoria c’è la perizia sull’immobile. Un dettaglio non da poco perché dalla valutazione dell’immobile dipende anche il finanziamento in base al valore dell’immobile.

In poche parole, per arrivare all’erogazione effettiva, Il numero di giorni medi risulta essere cresciuto dagli 81 giorni del 2016 ai 102 giorni dell’anno in corso.

Ma quali sono le cause principali di questi ritardi? Ne possiamo individuare sostanzialmente tre:

  1. L’incertezza dei mercati finanziari legati all’approvazione della legge di bilancio da parte della Commissione Europea;
  2. La scelta delle banche di mantenere tassi ai minimi storici e quindi effettuare una selezione particolarmente oculata dei nuovi mutuatari;
  3. Il peggioramento generale del servizio offerto: i feed-back dal mercato sono negativi, in quanto i consumatori lamentano la necessità delle banche di inserire nel mutuo polizze assicurative abbinate all’operazione.

Contattateci per sapere come ridurre i tempi in modo intelligente!

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CRISI ECONOMICA E PIGNORAMENTO IMMOBILIARE. Un dato allarmante

Si stima che a seguito di azioni di pignoramento, nei prossimi 5 anni, oltre 1 milione e 650 mila immobili andranno all’asta.

Molte sono le convinzioni errate al riguardo; vediamo quali sono e cosa c’è da sapere:

 

 

 

Molti pensano che una casa ipotecata non sia pignorabile.
È vero che per i creditori non è molto conveniente procedere al pignoramento di una casa con ipoteca; tuttavia, in alcuni casi, come ad esempio il condominio, procedere al pignoramento risulta conveniente.
Infatti, anche se il condominio non percepirà soldi dalla procedura, comunque la nuova proprietà dell’immobile inizierà a pagare le spese condominiali.

 

 

Erroneamente si ritiene che la prima casa sia impignorabile. In realtà, anche se si tratta di prima casa, questa è pignorabile: quando non viene pagato il mutuo la banca può procedere al pignoramento dell’immobile.

 

 

Si pensa che quando la casa finisce all’asta e il nuovo proprietario notifica attraverso l’ufficiale giudiziario un avviso con ora e giorno in cui deve essere sgomberato l’immobile, il debitore non deve lasciare l’abitazione se presenti minori o invalidi. Questo non è vero: infatti, l’ufficiale giudiziario può procedere alla liberazione dell’immobile anche in presenza di minori o disabili.

 

 

Non è detto che una volta venduta la casa all’asta, il debito è da considerarsi estinto: nella maggior parte dei casi l’importo del debito è superiore rispetto alla somma ricavata dalla vendita all’asta.

 

 


Consegnare l’immobile alla banca è solo una ipotesi e non una possibilità reale per chiudere un mutuo in caso di difficoltà. Non è detto che la banca accetti tale scambio.
Contattateci per saperne di più, siamo specializzati nel settore del debito e nelle negoziazioni con le banche.

 

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