Recupero morosità condominiali

Con un approccio innovativo, stragiudiziale e  rapido interveniamo nel processo di recupero delle  morosità offrendo all’amministratore e al condominio l’opportunità di ottenere un documento ufficiale in tempi rapidi che può acquisire valore di titolo esecutivo, sostenendo costi contenuti e fiscalmente deducibili.

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Costi contenuti e prevedibili.

Deducibilità dei costi

Mantenimento della relazione

Il servizio

Il recupero delle morosità condominiali è uno dei principali problemi che si trova ad affrontare l’amministratore di condominio nel corso del proprio mandato.

Negli ultimi anni il fenomeno delle quote condominiali non pagate ha assunto dimensioni sempre più preoccupanti, ed ha comportato una serie di conseguenze per il condominio ed il suo amministratore; in particolare per le responsabilità connesse al ruolo dell’amministratore stesso e per l’impossibilità di provvedere al pagamento di assicurazione, utenze, fornitori, ecc.

 

Solitamente, per far fronte a questo fenomeno, vengono accettati dei piani di rientro molto lunghi e senza garanzie, oppure vengono impiegate risorse eccessive per risolvere la problematica.

La nostra azienda utilizza un approccio differente.

Rispetto al consueto decreto ingiuntivo – che prevede tempi lunghi e costi considerevoli – o all’utilizzo di una società di recupero crediti – che utilizza un approccio aggressivo della pratica – il nostro approccio è innovativo, stragiudiziale e rapido.

In particolare offriamo all’amministratore e al condominio l’opportunità di ottenere un documento ufficiale in tempi rapidi che può acquisire valore di titolo esecutivo, sostenendo costi contenuti e fiscalmente deducibili.

Gli obblighi dell’amministratore

Il soggetto tenuto per legge alla riscossione dei contributi condominiali è l’amministratore del condominio.

A rendere incisiva la relativa disciplina è intervenuta la L. 11 dicembre 2012, n. 220, la cd. Riforma del Condominio. Il Legislatore ha voluto conferire all’amministratore maggiori poteri in materia di recupero dei crediti condominiali, ponendo a sua disposizione una serie di strumenti e termini a tutela sia dei terzi creditori del condominio sia delle posizioni dei condomini non morosi.

L’odierna formulazione dell’art. 1129 c.9 c.c. impone all’amministratore il preciso obbligo di attivarsi per il recupero forzoso delle somme dovute dagli obbligati entro il termine di sei mesi dalla chiusura dell’esercizio nel quale il credito esigibile è compreso, salvo che sia stato espressamente dispensato dall’assemblea.

A tal fine, l’ampliato art. 63 disp. att. c.c. prevede la possibilità per l’amministratore di ottenere un decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo, nonostante l’opposizione e senza la necessità di una previa autorizzazione della stessa. La norma chiarisce che il decreto può essere emesso solo se sia stato regolarmente approvato dall’assemblea lo stato di ripartizione.

Una volta emesso il decreto ingiuntivo e notificato al moroso, se questi non provvede al pagamento delle somme, l’amministratore, pena la revoca ai sensi dell’art. 1129 c.12,n.6 c.c., deve curare ed attivare la fase di esecuzione forzata.

Si tratta di azioni forzose che compromettono irrimediabilmente le relazioni condominiali e che prevedono tempi lunghi .