Il Fondo Monetario Internazionale ha inserito l’Italia tra le minacce Globali

I problemi del nostro Paese rischiano di contagiare l’economia mondiale, al pari della Brexit o della guerra commerciale tra Usa e Cina.

Il Fondo Monetario Internazionale prevede una crescita del Pil italiano dello 0,6% nel 2019 contro l’1% stimato dal Ministero dell’Economia. Percentuale identica a quella dell’ultimo bollettino economico della Banca d’Italia. Le responsabilità sono da attribuire alla «debole domanda domestica» e ai «maggiori costi di finanziamento» del debito pubblico. Quindi spread e consumi, due dati legati principalmente alla fiducia.

Il rischio Italia è legato ai rendimenti dei titoli di stato elevati per la stabilità del sistema finanziario.

Secondo altre autorevoli e indipendenti ricerche, le stime di Banca d’Italia prima e del Fondo Monetario Internazionale poi, sono previsioni fin troppo ottimistiche per la crescita italiana. Il 2018 si chiude con una crescita dello 0.9%; facendo una proiezione sul prossimo anno, per centrare la quota di crescita indicata dalle fonti BI e FMI si dovrebbe avere una crescita nel primo trimestre dello 0.3% e nei successivi dello 0.2%.


Come vediamo dal grafico, oggi siamo a crescita zero, questo vuol dire che nel prossimo trimestre per tornare a crescere dovrebbero verificarsi fenomeni legati sia ai mercati globali ma anche alla capacità di far aumentare la domanda domestica che ovviamente è fortemente legata alla fiducia complessiva del sistema economico del paese. In questo clima di incertezza le banche hanno difficolta a concedere fiducia e quindi prestiti alle aziende, le aziende di conseguenza non investono e quindi non assumono nuove risorse. Il motore economico del paese si potrebbe bloccare nuovamente.

Un articolo a cura dell’Ing. Francesco Scandale

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