Il tempo che trascorre tra la richiesta di mutuo e l’effettiva erogazione si sta dilatando. Le banche, in fase di erogazione dei mutui, temporeggiano tenendo in standby numerosi clienti che hanno fatto anche da oltre due mesi la domanda di concessione del prestito ipotecario.

Molti istituti, anche tra i più strutturati, non hanno fretta in questa fase a completare l’iter che porta al completamento del mutuo. Di solito alla richiesta di informazioni da parte del cliente fa seguito il preventivo della banca, poi si passa all’istruttoria attraverso la quale l’istituto valuta livello di solvibilità dell’aspirante mutuatario.

Superata l’istruttoria c’è la perizia sull’immobile. Un dettaglio non da poco perché dalla valutazione dell’immobile dipende anche il finanziamento in base al valore dell’immobile.

In poche parole, per arrivare all’erogazione effettiva, Il numero di giorni medi risulta essere cresciuto dagli 81 giorni del 2016 ai 102 giorni dell’anno in corso.

Ma quali sono le cause principali di questi ritardi? Ne possiamo individuare sostanzialmente tre:

  1. L’incertezza dei mercati finanziari legati all’approvazione della legge di bilancio da parte della Commissione Europea;
  2. La scelta delle banche di mantenere tassi ai minimi storici e quindi effettuare una selezione particolarmente oculata dei nuovi mutuatari;
  3. Il peggioramento generale del servizio offerto: i feed-back dal mercato sono negativi, in quanto i consumatori lamentano la necessità delle banche di inserire nel mutuo polizze assicurative abbinate all’operazione.

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