Il 25 maggio è entrato in vigore il nuovo Regolamento europeo sulla protezione dei dati personali, spesso chiamato con l’acronimo GDPR (General Data Protection Regulation).
In breve, con il nuovo Regolamento, aziende, pubbliche amministrazioni e tutte le organizzazioni che gestiscono informazioni personali di cittadini residenti nell’UE dovranno:
• definire chiaramente le finalità del trattamento dei dati personali;
• attuare misure tecniche e organizzative per garantire la sicurezza dei dati;
• informare e formare il personale dipendente e i collaboratori in materia di protezione dei dati.
Ma il GDPR è solo un obbligo che ci viene imposto? Una incombenza burocratica? Un rischio, viste le sanzioni previste per chi non si adegua? No, il GDPR è anche opportunità.
Tra le opportunità:
•  gli incentivi fiscali previsti dal piano Industria 4.0 nel caso in cui le aziende decidano di investire in tecnologia, investimento necessario per l’attuazione di misure atte a garantire la sicurezza dei dati e per aumentare la competitività;
• la possibilità di rivedere l’organizzazione aziendale in termini di strumenti e meccanismi di lavoro così da apportare innovazione e cambiamento;
• la patrimonializzazione e l’assunzione di valore monetario dei dati, per il ruolo che assumono nelle attività e nei processi aziendali.
Inoltre, la protezione dei dati personali, oltre ad essere fondamentale per garantire il rispetto del diritto di riservatezza, è un fattore cardine per la tutela della confidenzialità stabilitasi nel rapporto con i propri clienti.
E per quanto riguarda la comunicazione? Siamo nell’era della comunicazione, e la comunicazione assume un ruolo fondamentale nelle strategie di marketing.
Che impatto avrà il GDPR sulle pratiche di digital marketing? Anche in questo caso, la risposta è “opportunità”.
Il nuovo regolamento, con una tutela maggiore degli utenti e fornendo un quadro normativo più solido, può essere un fattore in grado di rafforzare l’interazione.

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