Sfratti, ecco cosa è cambiato nella procedura

sfratti ecco cosa è cambiato nella procedura

Veniamo ora alle ragioni per cui gli sfratti per mancato pagamento del mutuo sono diventati così diffusi.

Cosa è cambiato nella disciplina che regola la procedura?

Come noto, tra le novità introdotte dal D.L. 3 maggio 2016 n. 59 convertito dalla L. 30 giugno 2016 n.119, vi è la semplificazione delle modalità per la liberazione dell’immobile pignorato.

Tale innovazione volta ad accelerare ed agevolare l’iter della procedura esecutiva rende di fatto più complicata la situazione di chi si trova soggetto ad una esecuzione vedendosi costretto a rilasciare il bene qualora il giudice non lo autorizzi a continuare ad abitare l’immobile.

Se in precedenza dunque l’abitazione era una prassi diffusa ora la liberazione dell’immobile pignorato è la regola.

Il nodo del cambiamento è l’articolo 4 del decreto 59 del 2016, che modifica il codice di procedura civile, il quale prevede che, una volta che la banca ha pignorato l’immobile del debitore, la liberazione della casa attraverso lo sfratto verrà attuata “dal custode secondo le disposizioni del giudice dell’esecuzione immobiliare, senza l’osservanza delle formalità degli articoli 605 e seguenti”.

Il pignoramento in questo modo diventa immediato e l’ordinanza di sfratto repentina.

Rileva il fatto che , anziché l’ufficiale giudiziario, (funzionario pubblico ausiliario del giudice) la procedura viene affidata totalmente al custode giudiziario, un professionista privato (avvocato, notaio) per quanto nominato dal giudice, che con molta probabilità avrà come interesse primario vendere prima possibile per incassare la “parcella”.

La procedura così fatta, presenta una palese sproporzione di diritti a favore dei creditori e totalmente a discapito chi non paga il mutuo.

Il debitore sa che se vuole rimanere nell’immobile deve chiedere un’opportuna autorizzazione al Giudice , invertendosi completamente il sistema che prima prevedeva la  permanenza del proprietario pignorato fino alla vendita dell’abitazione.

Le modifiche introdotte dalla normativa e le immediate conseguenze che ne derivano, fanno sorgere la necessità di un intervento preventivo sulle suddette situazioni, senza aspettare l’arrivo del famoso atto di precetto.

Facendosi affiancare da professionisti del settore già nella fase di incaglio del rapporto di mutuo, è possibile individuare in via anticipata i potenziali scenari di risoluzione della vicenda, evitando da principio l’avvio della procedura giudiziale da parte dell’Istituto di Credito.

 

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Generali – Intesa. Nuovi scenari evolutivi

Generali - Intesa. Nuovi scenari di evoluzioneGrande rialzo in borsa per il Titolo Generali.  La compagnia assicurativa prende in contropiede l’offensiva dell’Istituto di credito, Banca Intesa San Paolo, acquistando il 3,01% del patrimonio del blasonato istituto bancario.

Con la suddetta operazione, avvenuta tramite un prestito titoli,  la compagnia assicurativa, vantando il possesso di almeno il 2% di una concorrente, ne congela i diritti di voto in caso di acquisto incrociato di azioni. In parole povere,  se Intesa Sanpaolo acquistasse azioni di Generali, i suoi diritti di voto relativi sarebbero paralizzati…..contromossa anti-scalata?

Secondo alcune indiscrezioni, confermate dalla recente presa di posizione ufficiale della Banca, Generali ha anticipato l’intenzione dell’Istituto di credito di insinuarsi nella compagine proprietaria, utilizzando uno strumento che ribalta totalmente i punti di vista: un’assicurazione che acquista una banca!

Così come gli scenari economici e di mercato hanno subito un’evoluzione, anche le strategie finanziarie dei grandi operatori seguono percorsi diversi. Gli operatori del mercato sono chiamati ogni giorno a raccogliere nuove sfide e ad adeguarsi al cambiamento.

Quello che ci chiediamo è: le aziende italiane sono davvero pronte a farlo?

La capacità di adeguarsi al cambiamento ha sempre caratterizzato la sopravvivenza di una specie. Allora, cosa occorre per non estinguersi? A nostro parere la prima cosa da fare è comprendere il fenomeno ed individuarne la direzione.

Duttilità, visione strategica e organizzazione efficace sono le chiavi del successo.

 

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Bad bank pubblica per MPS. Soluzione troppo audace?

Bad bankCreare una Bad bank, sul modello di riferimento messo in atto negli Stati Uniti una decina d’anni fa, allo scoppio di quella crisi finanziaria, sarebbe audace e interessante. Cercare la soluzione cambiando completamente prospettiva, da problema in grande opportunità per il paese, è questo il progetto audace che tenta il nostro Ministro dell’economia?
Un impegno pubblico di risanamento e garanzia della durata di 24 mesi, prima della cessione delle quote azionarie sul mercato, ricavando plusvalenza. Questo tipo ti operazione andrebbe benissimo. Sia per le casse pubbliche, che per i vertici della Vigilanza europea, che per il Monte Paschi stesso.

A mio modo di vedere a spingere il ministro Padoan verso questo auspicato e audace il cambio di prospettiva, un ruolo fondamentale lo giocano gli Npl (crediti insoluti) che ammontano a svariati miliardi, richiamando gli appetiti di molti operatori internazionali.
Credo che il sistema bancario Italiano abbia bisogno di questa scelta coraggiosa.

Ing. Francesco Scandale

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La “scelta” del correntista

La “scelta” del correntista“A seguito delle modifiche all’articolo 120 del Testo Unico Bancario introdotte dalla legge n. 49 del 2016, La invitiamo a rivolgersi al personale presso qualsiasi sportello della Banca, al fine di regolarizzare le modalità di regolamento degli interessi debitori riguardo al suo rapporto di conto corrente.

Quanti hanno ricevuto una comunicazione come questa? Via web o tramite posta ordinaria, tutti gli istituti di credito hanno provveduto a rendere nota la suddetta. La ragione è semplice, siamo a ridosso del 31/12, termine previsto dalla nuova formulazione della legge sull’anatocismo per la maturazione degli interessi sul conto corrente.

Come noto, l’ultima modifica all’articolo 120 del TUB ha definitivamente sancito il divieto di anatocismo (anche se qualche interpretazione dello stesso parla di un raggiramento dell’articolo 1283 del codice civile), allorché si conferisce al correntista la facoltà di decidere in che modo regolarizzare la liquidazione degli interessi maturati sul proprio conto corrente.

Ricordiamo che gli interessi debitori sono conteggiati al 31 dicembre e divengono esigibili il 1° marzo dell’anno successivo a quello in cui sono maturati; nel caso di chiusura definitiva del rapporto, gli interessi sono immediatamente esigibili.

Il cliente può autorizzare, anche preventivamente, l’addebito degli interessi sul conto al momento in cui questi divengono esigibili; in questo caso la somma addebitata è considerata sorte capitale; l’autorizzazione è revocabile in ogni momento, purché prima che l’addebito abbia avuto luogo.

Tale possibilità concessa al correntista cela, dunque, una sorta di “imposizione”: l’obbligo di liquidazione degli interessi passivi solutori entro 60 giorni se non rispettato dal correntista si tramuta sostanzialmente in una legittimazione ed automatizzazione dell’anatocismo annuale e poco vale nella realtà delle cose l’aver previsto che “l’autorizzazione è revocabile in ogni momento, purché prima che l’addebito abbia avuto luogo”.

Alla luce del nuovo testo dell’art. 120 TUB pare quindi si possa ragionevolmente concludere che l’intervento del legislatore abbia inteso reintrodurre, almeno parzialmente la legittimità della pratica anatocistica.

 

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Aris al servizio di chi fa impresa con passione e competenza

Aris al servizio di chi fa impresa con passione e competenzaE’ risaputo quanto sia complicato fare impresa così come esercitare la libera professione in Italia. E’ ancor più difficile quando l’attività esercitata con così tanta passione e competenza è ubicata in una delle regioni più problematiche del Paese, in un periodo storico caratterizzato da una profonda crisi economica e quando il tuo principale partner finanziario, la tua banca, talvolta diventa un ostacolo del tuo lavoro.

Tantissimi professionisti ed imprenditori purtroppo, non riuscendo a rinegoziare un debito, accedere ad un finanziamento o semplicemente ottenere dalle banche quanto dovuto, sono stati costretti ad interrompere la propria attività o addirittura hanno dovuto affrontare conseguenze peggiori.

Molteplici sono state le trattative che Aris ha concluso con successo grazie a consulenze puntuali e visione strategica. Per questo motivo ci sta a cuore ricordare la vicenda di un libero professionista Siciliano che si è rivolto a noi per presunte anomalie bancarie sia sul conto corrente personale che su quello lavorativo.
La pratica si rilevata subito impegnativa per diversi aspetti: innanzitutto il profilo del cliente, persona attenta, avvocato di successo e già esperto di diritto bancario; ma anche per le caratteristiche della banca coinvolta, uno dei più antichi istituti di credito d’Italia che nel 2010 è confluito in tra i primi gruppi di credito europei.

E’ consuetudine trattare contemporaneamente pratiche che seppur diverse fanno capo ad un unico soggetto. Questa era l’intenzione anche del nostro cliente, caratterizzato da forte vocazione al giudizio e notevole discrezionalità decisionale. Noi invece abbiamo deciso di separare il lavoro. Siamo stati premiati subito perché la prima pratica si è conclusa con un ingresso di denaro immediato.
Ci siamo assunti poi, il consapevole rischio di aspettare i tempi giusti per concludere l’altra pratica. Ulteriore successo: cliente soddisfatto ben oltre le proprie aspettative.

 

Di
Cosimo Abbate

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Salvaguardare una partnership storica

salvaguardare una partnership storica

In un periodo di particolare crisi economica, interfacciarsi con una grande impresa di livello nazionale, che da 40 anni opera con ottimi risultati, e la sua banca di fiducia è una questione di somma responsabilità, non meramente lavorativa, ma anche nei confronti dell’economia nazionale.

Il rapporto fra l’istituto di credito ed il suo cliente si incrina a causa di una fattura di alcuni milioni di euro non andata a buon fine.

ARIS, analizzando i conti correnti bancari, riscontra un indebito per anatocismo e usura: la proposta, rivolta ai referenti della banca, consiste in un piano di ristrutturazione del debito molto articolato che permetta all’azienda di affrontare meglio la sua posizione debitoria.

La soluzione avanzata da ARIS, nel caso concreto, richiede tempistiche molto lunghe perché è necessario relazionarsi e comunicare con ben tre uffici diversi dello stesso istituto di credito, che comunica al suo interno con estrema lentezza.

Il cliente teme il perdurare della propria posizione debitoria, che comporta difficoltà allo sviluppo dell’azienda, e preme affinché la questione si chiuda al più presto.

ARIS si pone, quindi, come interlocutore sia per la banca che per il cliente.

L’ Istituto di credito gradisce particolarmente l’interfacciarsi di ARIS: nel corso delle trattative ha infatti più volte mutato l’accordo in favore del proprio cliente per rendere più facile e lineare la difficile negoziazione.

La lunga contrattazione con i referenti dell’istituto bancario si conclude in maniera ottimale: il cliente continua nello svolgimento delle proprie attività imprenditoriali e si protrae il rapporto di partnership con l’Istituto di Credito.

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Conclusa la Maratona della Mediazione a Ragusa

Ottimo successo riscosso dall’intervento di Aris Anomalie Bancarie nella tappa della maratona della mediazione intitolata “Anatocismo e usura bancaria, normative e tutele”.

Gli oltre 100 partecipanti si son dimostrati, fin da subito, interessati all’argomento trattato, confermando la portata del tema in voga in questo momento.

Il tema degli illeciti bancari affrontato nell’ottica dell’individuazione del perseguimento di un beneficio per il cliente, ha suscitato interesse e curiosità tra i partecipanti, soprattutto con riferimento al ruolo che giocano i vari attori che intervengono nella consulenza.

Alla luce del successo riscosso e dell’interesse dimostrato agli argomenti trattati, Aris ringrazia per aver avuto la possibilità di partecipare al convegno, aggiungendo che l’evento costituirà senza dubbio un ottimo spunto per i successivi interventi in materia di anomalie bancarie, il prossimo già fissato tra una ventina di giorni a Modica.

 

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Aris alla Maratona della Mediazione a Ragusa

Soffocati da milioni di costi i correntisti chiedono il risarcimento alle proprie banche per gli interessi illeciti derivanti da Anatocismo e Usura Bancaria applicati ai propri conti correnti, le banche corrono ai ripari e sempre di più scelgono la strada della mediazione.

L’obiettivo che si prefigge Aris, è quello di sostenere, affiancare e tutelare i clienti da anomalie bancarie e finanziarie, offrendo consulenza aziendale e soluzioni innovative per le imprese emergenti e consolidate, servizi integrati per la gestione e tutela del credito, consulenze strategiche, che mirano all’ottenimento dei risultati prefissati in sede di analisi.

Aris Anomalie Bancarie offre consulenze e soluzioni: le contese legate al rapporto banca-cliente o banca-impresa sono sempre in aumento e attualmente, anche le banche, come privati ed imprese, scelgono, sempre di più di affidarsi alla nostra società, per ottenere un aiuto, una consulenza, un punto di appoggio, un consiglio su come affrontare le controversie bancarie, spesso indichiamo e proponiamo la strada più corretta da seguire, per giungere ad una soluzione efficace per entrambe le parti, anche tramite mediazioni civili e commerciali.

 

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Anomalie bancarie: statistiche di Aris

Nella realizzazione delle proprie attività Aris sostiene prevalentemente le aziende. Affiancando l’imprenditore, tenta di trasformare la situazione conflittuale con gli istituti di credito in un’occasione di rilancio aziendale, proponendo soluzioni che diano ossigeno per il riposizionamento sul mercato.
Le anomalie bancarie su conti correnti più frequenti sono quelle di usura ed anatocismo:
Il 73% dei conti correnti viziati da anomalie, registrano contemporaneamente anatocismo ed usura, il 12% presentano solo usura, il 9% presentano solo anatocismo e il 6% contemporaneamente anatocismo, usura e un’altra anomalia.

anomalie conto corrente

Anomalie che colpiscono i conti correnti.

 

 

I contratti di mutuo, viziati da anomalie bancarie, riscontrano usura in 57 casi su 100 e usura accompagnata da anatocismo in 43 casi su 100 analizzati.

anomalie mutui

Anomalie che colpiscono i contratti di mutuo.

 

 

Nel totale della anomalie bancarie messe in atto da istituti di credito a tiratura nazionale si evidenzia su un totale di 100 casi:

anatocismo accompagnato da usura in 73 casi, usura in 12, anatocismo accompagnato da usura e un’altra anomalia in 10, solo anatocismo in 5 casi.

anomalie banche nazionali

Il comportamento delle Banche a tiratura nazionale.

 

 

Nel totale della anomalie bancarie messe in atto da istituti di credito a tiratura locale si evidenzia che:

nel 55% dei casi presentano anatocismo accompagnato da usura, il 24% casi solo usura, il 15% casi solo anatocismo e il 6% casi anatocismo ed usura accompagnate da un’altra anomalia.

anomalie banche locali

Il comportamento delle Banche a tiratura locale.

 

 

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Contenzioso nei contratti bancari e finanziari: Aris incontra professionisti di tutta Italia

Contenzioso nei contratti Bancari Finanziari

Nelle giornate del 10 e dell’11 marzo 2016, presso la sala convegni dell’Hotel Rivoli a Roma, ARIS ha tenuto due giornate di Alta Formazione sul tema “Mediazione nei contratti bancari e finanziari”. I partecipanti, Mediatori e Professionisti provenienti da tutta Italia, hanno potuto beneficiare della preparazione e dell’esperienza dei consulenti di ARIS, i quali giornalmente, affiancando imprenditori ed aziende, negoziano con gli Istituti di Credito.

Gli esperti di ARIS hanno esordito commentando i principali contenzioni bancari, prestando particolare attenzione alle anomalie bancarie. Sono state evidenziate le anomalie che più frequentemente vengono riscontrate nei contratti fra banche e clienti, dedicando particolare attenzione ai temi di usura ed anatocismo ed ai prodotti bancari/finanziari ad essi soggetti.

Successivamente sono stati illustrati gli elementi fondamentali di una buona negoziazione, che si basa principalmente sull’individuazione del giusto interlocutore presso l’Istituto di Credito, sulla corretta interazione con il cliente e su ulteriori accorgimenti a cui il negoziatore deve far fronte.

L’Ingegner Francesco Scandale e il Dott. Francesco Iannuzzi, esperti di negoziazione in ambito bancario e finanziario, hanno, invece, focalizzato l’attenzione sull’importanza del ruolo del Mediatore.

Si è passati poi all’analisi di casi concreti, a cui i vari partecipanti hanno dovuto trovare delle soluzioni, lavorando in gruppi, confrontandosi in modo costante tra loro e ricevendo input per migliorare le proprie strategie lavorative. E’ risultata particolarmente utile l’applicazione di criteri oggettivi e misurabili affinché fosse possibile il raggiungimento di un accordo efficace e ragionevole.

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